LICEO G. PEANO • TORTONA classico • scientifico • linguistico • scienze umane
Appunti sulla felicità

Mercoledì 8 maggio in Teatro Civico a Tortona si è concluso il percorso laboratoriale  “Babele Teatro Multilingue” realizzato grazie al contributo del Bando Fondazione SociAl 2018 che ha visto come capofila del progetto la compagnia teatrale Coltelleria Einstein, partner la biblioteca Civica, gli Istituti scolastici “G.Marconi” e “Liceo G. Peano”, l’ “Associazione Paolo Perduca” di Tortona.

La performance conclusiva è frutto di un lavoro condotto in parallelo su due gruppi di scuole diverse, il Liceo G. Peano e l’Istituto Marconi. Titolo dell'evento: "Appunti sulla felicità". 

Partendo da una premessa, cioè l’ art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU, che sostiene la pari dignità e uguaglianza di tutti gli uomini, letta dagli studenti nelle loro diverse lingue di provenienza, l'azione teatrale è stata introdotta da un coro in greco antico, tratto dalla tragedia  Ecuba di Euripide sul tema dello straniero. A seguire, le parole di Primo Levi nel campo di Auschwitz confuse con quelle di un sedicenne prigioniero in un campo libico oggi. Poi ancora Primo Levi sulla dignità umana. La felicità è suggerita da una poesia di Benigni e, da queste parole, come da un impulso irrefrenabile - ungarettiana Allegria dopo il Naufragio - sono scaturite le personali riflessioni sulla felicità che i ragazzi hanno regalato al pubblico presente in teatro. 

Ma le emozioni non sono finite. Il dialogo, successivo alla performance teatrale, ha visto l' intervento sul tema dello straniero nella Medea di Euripide della prof.ssa Rita Ferrari, il toccante racconto del suo terribile viaggio dall'Africa verso l'Italia di Ousseynou Seydi, oggi pienamente inserito nella realtà italiana, e le testimonianze ora più drammatiche ora più leggere di due studentesse del Liceo G. Peano, Aferdita Blini e Florence Charo. Il percorso, dunque, attraverso le parole e l’azione teatrale,  ha condotto gli ascoltatori a trovare, da un tempo passato remoto e  prossimo fino al presente, la comune radice umana e, da lì, partire per un futuro migliore.

Maria Paola Bidone


Pubblicata il 09 maggio 2019

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