Aggiornamento sul cyberbullismo

Gli episodi di bullismo tra i giovani, con i loro effetti, sempre dolorosi, a volte tragici,  appaiono agli adulti enigmatici e assurdi, suscitando proprio per questa loro difficile comprensibilità una diffusa preoccupazione, che interpella il mondo della scuola, luogo di apprendimento e responsabilità educative divenuto anche il principale ambito di socializzazione dei ragazzi.

Sul cyber bullismo, quella particolare versione del bullismo che è veicolata dall’uso quotidiano e assiduo dei social network, il Liceo G. Peano ha svolto due lezioni di formazione ed aggiornamento per gli insegnanti, tenute dalla psicologa dott.ssa Stefania Bocchio, che conduce lo “Sportello di ascolto” del liceo, rivolto agli studenti, ai genitori ed ai docenti.

La dott.ssa Bocchio ha  fatto riferimento  alla recente Legge 71 del 29 maggio 2017 per definire bullismo telematico: “Ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori.” Ha poi osservato che i nuovi adolescenti provengono da “famiglie affettive” che tendono a produrre strutture narcisistiche della personalità, più fragili di fronte alla durezza della realtà.

La personalità in sviluppo degli adolescenti è impegnata nel compito di accettare il proprio corpo con le sue trasformazioni, è alla ricerca costante di un rispecchiamento da parte dei coetanei ed è particolarmente esposta al vissuto della vergogna.

In questo quadro si può inserire l’azione del cyber bullo; gli strumenti telematici consentono una relazione senza corpo, nella quale c’è un netto distacco tra l’azione e il suo significato, e non si percepisce il male che si fa.

L’intervento della dott.ssa Bocchio si è poi sviluppato indicando le motivazioni e la psicologia del cyber bullo, le diverse forme di aggressione telematica,  i segni che possono far sospettare che una ragazza o un ragazzo siano presi di mira, ed ha poi riassunto le linee guida date dal MIUR per la tutela dei minori, sia le vittime sia i bulli, soffermandosi sulle responsabilità degli insegnanti, sugli spunti didattici per parlare del problema in classe e su come attivare percorsi di aiuto.

Le lezioni della psicologa sono state integrate dal contributo del prof. Giacomo Pernigotti che ha fornito alcuni chiarimenti sulla sicurezza informatica e su come gli studenti usano, e rischiano di abusare, dei social network. Nella parte conclusiva della seconda lezione, la dott.ssa Concetta Caristo, responsabile ASL del servizio di psicologia dell’età evolutiva e dell’adolescenza, ha illustrato le modalità di segnalazione degli abusi alle autorità competenti e gli interventi a tutela dei minori, precisando che la giustizia minorile privilegia sempre le misure che consentono al giovane di riparare il danno commesso.

Le lezioni della dott.ssa Bocchio hanno dato un contributo competente, chiaro e ricco di spunti per i docenti del Peano, che devono, e dovranno ancor più nei prossimi anni, estendere la loro azione educativa verso un uso consapevole e corretto dei social network.

                                                                                                                      Prof. Gianni  Castagnello


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