“Così ho sofferto ed ho dovuto lasciare la mia casa”

Al liceo G. Peano il 21 febbraio gli studenti delle classi quinte hanno avuto la straordinaria opportunità di partecipare ad un incontro conferenza con Aldo Liscia, classe 1921, ingegnere, di famiglia ebraica livornese. Accompagnato dalla cugina Silvia Fubini, nota artista torinese, ha incantato la platea per la grande vitalità e l’impressionante lucidità con la quale ha raccontato i fatti salienti della sua vita di perseguitato e profugo. In breve riassumiamo qui la sua storia. Nato a villa Giulia ad Antignano, nel 1938 viene espulso dal regio Liceo Scientifico di Livorno, perché di “razza ebraica”. La villa Giulia, di famiglia, piaceva al gerarca fascista e genero del duce, Galeazzo Ciano. Non potendosi opporre perché ebrei, dovettero cederla. Liscia riesce a raggiungere la Svizzera e avvicinandosi all’Università di Ginevra, riesce ad ottenere una borsa di studio americana che gli consente di laurearsi in ingegneria chimica nel 1946 e avere un lavoro. Il sussidio però non è sufficiente per vivere e insegna ai suoi colleghi italiano e francese.

Dopo la guerra la sua famiglia riuscirà, davanti a un tribunale, a ottenere la propria casa di Antignano. Aldo Liscia nel frattempo si laurea anche a Torino ed entra a far parte del progetto di ricerca nucleare italiano. Nel 1968 diventa cavaliere della Repubblica Italiana. Attualmente Aldo Liscia risiede a Torino, ma torna volentieri a Livorno dove risiedono ancora molti nipoti.

Quanto mai preziosa si è rivelata quindi la sua testimonianza, che aggiunge un’altra tessera per comprendere quel momento tragico della nostra storia.

Prof.ssa Marina Buratti


Pubblicata il 26 febbraio 2018

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