Progetto alcolismo

Mercoledì  17 gennaio è stata organizzata dal professore Gambarotto una conferenza sull’alcolismo e sul problema dell’abuso di alcol tra i giovani.

Sono stati  invitati a parlare dell’argomento un rappresentante della Polizia Municipale di Tortona, un volontario dell’associazione Misericordia Italiana, due persone che fanno parte del servizio di recupero Alcolisti Anonimi Italia Area Piemonte ed infine un rappresentante  dei Gruppi Familiari Al-Anon.

Il vigile ha descritto, tramite una presentazione PowerPoint e un filmato molto impressionante, cosa può capitare se una persona in stato di ebrezza si mette alla guida di un veicolo. Diversi sono gli effetti alla guida in base alla concentrazione di alcool nel sangue, ma differente è anche nei bambini, adolescenti ed adulti il tempo di metabolizzare l’etanolo cioè la molecola dell’alcol. Se un adulto riesce mediamente a smaltire un bicchiere di vino o super alcolico in un’ora, nei più piccoli sono necessarie diverse ore. Ciò fa capire come non esista un limite tassativo al di sopra del quale diventa pericoloso assumere alcol e il principio è che non ci si deve mettere alla guida se si ha bevuto. Sicuramente l’alcol è un problema con cui hanno a che fare gli adolescenti di oggi e i dati statistici indicano essere in continuo aumento. Sono proprio i più giovani il facile bersaglio di abitudini negative, infatti il primo bicchiere viene consumato anche tra  11-12 anni. La "sbornia di ultima generazione" ha anche un nome si chiama “binge drinking”.

In seguito è intervenuto un volontario della Misericordia Tortona che ci ha illustrato i diversi effetti collaterali che può provocare l’assunzione di  alcol, ad esempio il coma etilico, e, sempre attraverso immagini, ha spiegato la pericolosità di mettersi alla guida dopo aver assunto alcolici.

Sicuramente toccanti sono stati gli interventi di due rappresentanti del Servizio Recupero Alcolisti Anonimi Italia che hanno raccontato le loro esperienze personali, quando si trovavano nel tunnel dell’alcolismo e come, grazie a questi gruppi di supporto e recupero, siano riusciti ad uscirne.

Per ultimo ci è stata portata la testimonianza di un familiare di un alcolista che fa parte dei  Gruppi Familiari Al-Anon. Egli ci ha quindi descritto le caratteristiche di questo gruppo che ha come finalità quella di dare un aiuto a chi ha un parente o un amico con un problema di alcol mediante riunioni che permettono di condividere ed affrontare questo problema  garantendo l’anonimato anche in questo caso.

Questa iniziativa del Liceo Peano è sicuramente importante ed efficace in quanto è tesa a combattere il fenomeno che abbiamo visto essere in aumento e può contribuire a sviluppare nei ragazzi la capacità di resistere alla tentazione di abusare di alcolici.

Andrea Pedemonte I A SCIENTIFICO

 

 

 


Pubblicata il 04 febbraio 2018